{"id":117,"date":"2021-01-27T09:20:10","date_gmt":"2021-01-27T09:20:10","guid":{"rendered":"https:\/\/universitysocialteaching.uniurb.it\/?page_id=117"},"modified":"2021-07-30T16:25:51","modified_gmt":"2021-07-30T15:25:51","slug":"quadro-teorico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/universitysocialteaching.uniurb.it\/index.php\/quadro-teorico\/","title":{"rendered":"Quadro teorico"},"content":{"rendered":"\n<p id=\"h.p_wckYHMjhznAd\">Parlando di teledidattica o di formazione a distanza (FAD) si intende spesso, nella sua accezione pi\u00f9 ampia, qualsiasi forma di apprendimento elettronico o di formazione erogata utilizzando le tecnologie informatiche.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"h.p_urrOuxdVnTzk\">Nel nostro contesto tuttavia siamo nell&#8217;ambito dell\u2019<em>e-learning&nbsp;<\/em>non come sinonimo di FAD, ma come una sua evoluzione che, oltre all&#8217;utilizzo di Internet, si avvale di una tecnologia specifica nota come LMS (<em>Learning Management System<\/em>). Un percorso formativo quindi in cui si attivano numerosi servizi (aula virtuale, chat, forum, lavagna condivisa, bacheca, wiki ecc.) e in cui possono interagire diverse figure professionali in un ambiente strutturato che promuove un apprendimento di tipo collaborativo. Non si tratta quindi di una forma di auto-accesso o autoformazione (intesa come fruizione di contenuti da parte dello studente senza l&#8217;intervento del docente), n\u00e9 di formazione auto diretta o autonoma (in cui l&#8217;intervento di un eventuale tutor pu\u00f2 orientare la scelta di un percorso formativo predisposto in rete) ma piuttosto di un&nbsp;<strong>apprendimento collaborativo sviluppato in un ambiente virtuale&nbsp;<\/strong>(Balboni 2000).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"h.p_Dl2p-MCNnTzm\">L&#8217;attenzione \u00e8 posta quindi sull&#8217;aspetto reticolare della formazione, sulla comunit\u00e0 di pratica<sup>1<\/sup>&nbsp;che viene a crearsi tra gli studenti che costruiscono conoscenza e collaborano a un processo comune il quale, muovendo da contenuti e materiali ben strutturati ed erogati online, ha come obiettivo&nbsp;<strong>l&#8217;apprendimento continuo e il miglioramento collettivo<\/strong>. Il modello andragogico di riferimento (Knowles 1984) \u00e8 quindi quello del costruttivismo centrato sulla figura dell&#8217;apprendente &#8211; principale responsabile del proprio processo formativo &#8211; che, come parte di un contesto sociale (per noi la comunit\u00e0 di rete), contribuisce alla costruzione di un sapere comune e condiviso. Nel nostro caso parleremo di<strong>&nbsp;<em>e-learning<\/em>&nbsp;di tipo formale<\/strong>, basato, cio\u00e8, su un preciso programma precedentemente creato dal docente e opportunamente facilitato ed assistito da eventuali tutor di rete (Sisti 2007). Si tratta di approcci spesso definiti di tipo&nbsp;<em>push<\/em>, dove lo studente \u00e8 &#8216;spinto&#8217; verso l&#8217;obiettivo del corso tramite una serie di attivit\u00e0. Il docente diventa, quindi, colui che crea gli strumenti, gestisce, dirige e facilita il percorso di apprendimento che, per la natura stessa del mezzo di erogazione utilizzato, potr\u00e0 assumere forme e modalit\u00e0 diverse in base alle esigenze dei partecipanti (Trentin 2001, 2005, 2008).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"h.p_3pfrv9Q5nTzm\">L&#8217;<em>e-learning<\/em>, per le sue caratteristiche specifiche, rappresenta una forma di apprendimento del tutto diversa dall&#8217;educazione in presenza (Jewitt 2005; Jonassen et all. 2013; Kress 2010; Lopez-Perez et all. 2011; Kaplan, Haenlein 2016).&nbsp;<strong>L&#8217;assoluta individualizzazione di tempi, luoghi e ritmi di apprendimento<\/strong>&nbsp;rendono la modalit\u00e0 online una possibile alternativa ai corsi in presenza o un arricchimento di un percorso di formazione che alterna momenti in presenza ad attivit\u00e0 in remoto (<em>blended learning<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"h.p__4YuJLoxnTzn\">\u00c8 forse utile fugare ogni timore che in futuro tali corsi possano addirittura sostituire completamente quelli in presenza. In realt\u00e0, seppure pi\u00f9 fruibile dal punto di vista logistico,&nbsp;<strong>un corso online non entra affatto in competizione con l&#8217;equivalente corso in presenza<\/strong>. Gli studenti che preferiscono percorsi totalmente online sono di solito adulti, generalmente professionisti occupati o in attesa di prima occupazione, che seguono un progetto di &#8216;formazione continua&#8217;. Inoltre, come emerge dai sondaggi condotti tra docenti e studenti, la mancanza di interazione reale tra i diversi attori crea inevitabilmente un senso di frustrazione che ci conferma quanto la scelta del percorso a distanza sia spesso dovuta alla necessit\u00e0 di dover conciliare lo studio con gli impegni professionali e familiari o, come in questo momento, da cause di forza maggiore. Insomma, la formazione via web non pu\u00f2 essere confrontata in termini di esclusione ma di&nbsp;<strong>inclusione con la didattica in presenza<\/strong>: l&#8217;una non far\u00e0 scomparire l&#8217;altra ma contribuir\u00e0 a fornire un&#8217;offerta didattica pi\u00f9 ampia e differenziata che possa rispondere alle esigenze e ai bisogni formativi di un pubblico non solo di studenti in sede, ma anche di adulti che cercano di perfezionare la propria preparazione restando nella propria sede lavorativa.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"h.p_9K1lP2oRnVYf\">&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"h.p_VP_jyP1inTzp\"><sup>1<\/sup>L&#8217;espressione comunit\u00e0 di pratica, introdotta da \u00c9tienne Wenger, rimanda alle teorie Pierre L\u00e9vy sull&#8217;Intelligenza collettiva e agli studi di De Kerckhove sull&#8217;intelligenza connettiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlando di teledidattica o di formazione a distanza (FAD) si intende spesso, nella sua accezione pi\u00f9 ampia, qualsiasi forma di apprendimento elettronico o di formazione erogata utilizzando le tecnologie informatiche. 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