TIP – Teaching Innovation Platform è un nuovo ambiente digitale dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo dedicato alla didattica universitaria. Questa piattaforma vuole essere uno spazio di lavoro, documentazione, divulgazione ed aggiornamento dei risultati del progetto sperimentale di Ateneo “Multi-Modalità nella Didattica Universitaria”, strutturato secondo l’idea di comunità di pratica (Teacher Generated Content).


Il progetto

Il progetto denominato Multi-modalità per la Didattica Universitaria, complessivamente mirato all’accrescimento delle competenze didattiche dei docenti universitari, concepisce queste ultime secondo una logica di sviluppo professionale multidimensionale e continuo, in grado di generare a sua volta un miglioramento delle competenze trasversali degli studenti. L’assunto implicito nel progetto è che una più evoluta competenza didattica, capace di affiancare alle modalità tradizionali di insegnamento altre modalità innovative, incida positivamente sui risultati di apprendimento attesi.


Didattica ai tempi del COVID-19: istruzioni per l’uso

Questo contributo nasce da una serie di riflessioni suscitate dall’osservazione della situazione che si è creata in seguito all’emergenza Coronavirus. Docenti, studenti, genitori, giornalisti, istituzioni… tutta l’Italia si è accorta del ruolo fondamentale che le tecnologie possono svolgere in ambito educativo. L’emergenza sanitaria ci sta costringendo ad adottare nuove abitudini, anche in campo educativo, vale quindi la pena di riflettere sulle strategie didattiche e sui possibili sviluppi futuri.


Didattica in Lingua Straniera – CLIL @uniurb

Nella primavera 2010 è stato avviato presso l’Ateneo di Urbino un processo di internazionalizzazione della didattica curato da una commissione guidata dalla Prof.ssa Flora Sisti. L’obiettivo del progetto “Didattica in Lingua Straniera – CLIL @UniUrb” è quello di disporre di un’adeguata offerta formativa in lingua straniera per tre ordini di motivi:

  • attrarre più studenti e ricercatori stranieri;
  • mettere i nostri laureati ricercatori in condizioni di vivere e competere nel mondo globalizzato; 
  • aumentare il nostro ranking, sia a livello italiano sia internazionale (parametro dell’internazionalizzazione nella valutazione CIVR).